La meraviglia della procreazione umana Dagli Atti del XII Convegno Nazionale e del XIV Incontro Associazioni locali - Roma 23-24 maggio 2014 di Scienza e Vita

di Bruno Mozzanega

Cuore e Ragione.

Raramente troviamo situazioni in cui questi due elementi possano coesistere e, anzi, evocarsi l’un l’altro con tanta immediatezza. Ogni gravidanza si propone come mistero: i suoi eventi biologici si ripetono invariati da millenni, ma tutto, ogni volta, diventa irripetibile: nasce un figlio, unico e irripetibile, un presente che unisce passato e futuro. Veniamo, infatti, da lontano e andiamo lontano attraverso i nostri figli.
A ben vedere la meraviglia dovrebbe prenderci anche solo fermandoci a pensare al funzionamento mirabile di tutto il nostro organismo, ai sofisticati e spesso ancora misteriosi meccanismi che operano in noi e sostengono la nostra esistenza, ma l’apparire di una nuova vita ci riempie sempre di stupore e di incanto: dalla fusione dei due gameti origina un figlio nuovo nei cui geni è già tutto iscritto, sin dall’inizio.

Mi è stato chiesto di illustrare la meraviglia della procreazione a partire dai suoi aspetti biologici nascosti, quelli che precedono, consentono e preparano l’evento della nascita.
Ho introdotto la conversazione con una frase di Chesterton, dal San Francesco d’Assisi (1923):
“L’uomo vede meglio le cose quando ne indaga accuratamente l’origine, che è la parte più importante di esse. Quando ne conosce la spiegazione, esse appaiono più belle”.
È una frase che esprime una grande e semplice verità e che evidenzia la straordinaria importanza del conoscere.
Nel caso della procreazione essa appare ancora più vera.
È il radicarsi in ciascuno della sua conoscenza profonda che consente di vivere e sperimentare la procreazione, nella sua bellezza e perfezione, come costituente inalienabile del proprio essere e di apprezzarla come patrimonio prezioso da custodire e proteggere, sia in se stessi, sia negli altri.

Non è possibile trascrivere in poche pagine il testo della relazione, posso solo descriverlo e darne ragione: ho spiegato l’anatomia e la fisiologia degli apparati riproduttivi, focalizzando poi l’attenzione sul ciclo mestruale e sull’ovulazione, e quindi sul concepimento e sull’impianto in utero. Per facilitare la comprensione mi sono servito di immagini.

Rimando, per contenuti e immagini, al mio libro Da Vita a Vita. Viaggio alla scoperta della riproduzione umana.

Ho riproposto l’intervento che generalmente rivolgo ai giovani e alle coppie. Manca nella popolazione la conoscenza della fisiologia riproduttiva. Tutte le rilevazioni statistiche che hanno indagato il problema evidenziano che soprattutto i giovani sono privi delle informazioni di base relative ai fenomeni del ciclo mestruale: meno del venti per cento delle ragazze attorno ai vent’anni è consapevole della propria fertilità e della possibilità di individuare i giorni fertili del ciclo e, con essi, anche il giorno della liberazione dell’uovo. Questa percentuale tende a salire nelle decadi successive ma giunge a stento al quaranta per cento. Fra i maschi l’informazione è addirittura inesistente.

Manca, nella popolazione, l’educazione alla Bellezza.
Torno alla frase di Chesterton e preciso il mio scopo: accompagnare i ragazzi alla scoperta della riproduzione, a indagarne accuratamente la fisiologia a partire dalle premesse e a conoscere quanto più approfonditamente possibile la meraviglia della vita umana sin dalla sua origine. Dell’una conosceranno e apprezzeranno la perfezione, dell’altra la meraviglia e la sacralità.

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Pubblicato il sipre in Ambito educativo